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Month: January, 2017

New Course of the Spring 2017 Semester: “Made in Italy: the Italian Business Environment” by Prof. Antonella Salvatore

New Course of the Spring 2017 Semester:

“Made in Italy: the Italian Business Environment” by Prof. Antonella Salvatore

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In the Spring 2017 semester, a new course is presented to John Cabot University’s students: “Made in Italy: the Italian Business Environment,” taught by Professor Antonella Salvatore.

The Italian Studies Department and the Business Department offer this course with the aim of giving students a well-rounded idea of the Italian Business environment, its culture, and dynamics.

Prof. Salvatore underlines, “the made in Italy sector is highly valued all over the world, for the tradition, care and attention to detail that characterizes products bearing that label. In fact, in spite of recent threats from foreign investors, made in Italy products still maintain their leading position in the global market”.

Managing a business in Italy is very different from managing one in many other parts of the world. First, Italy’s business environment is relationship oriented, rather than information oriented, which has an influence not only on business practices but also on business etiquette.  The course considers Italy’s different management styles and the influence that various factors, such as geographical ones, have on them, as well as how the European Union affects Italian corporate activities. The Professor focuses also on the challenges of foreign companies in Italy, on recent developments in the Italian job market, and on labor laws.

Students understand how Italian companies work and why they are so successful, through an analysis of cases studies of famous brands and industries and thanks to special guests, who bring into class their personal entrepreneurial experience. On Monday, January 30th, Simone Casciaro, CEO of the innovative Italian start-up “QOOWEAR: The World’s First Thermal Wear with Artificial Intelligence,” presented his business to JCU students. The revolutionary idea of QOOWEAR consists of thermal wear that uses artificial intelligence to keep you warm and regulate your body’s temperature in any climatic condition.

Prof. Salvatore says, “the course and the guest lecturers represent a unique opportunity for international students to learn more about Italy, its business environment and its business culture.”

 

Nuovo corso della sessione primaverile 2017:

“Made in Italy: the Italian Business Environment” della Prof.ssa Antonella Salvatore

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Nella sessione primaverile 2017 è stato presentato un nuovo corso agli studenti della John Cabot University: “Made in Italy: the Italian Business Environment” insegnato dalla Professoressa Antonella Salvatore.

Il dipartimento di Italianistica e quello di Economia hanno deciso di offrire questo corso con l’intento di dare agli studenti un’idea completa dell’ambiente imprenditoriale italiano, la sua cultura e le sue dinamiche.

La Prof.ssa Salvatore sottolinea: “il ‘made in Italy’ occupa una posizione di spicco in tutto il mondo per la tradizione, la cura e l’attenzione al dettaglio che caratterizza ogni prodotto con tale etichetta. Infatti, nonostante le recenti minacce provenienti dagli investitori stranieri, il ‘made in Italy’ continua a preservare la sua posizione di leader nel mercato globale.”

Gestire un’attività in Italia non è come gestirla in altre parti del mondo. Innanzitutto, l’ambiente imprenditoriale italiano è “relationship oriented,” piuttosto che “information oriented,” il che ha un’influenza non solo sul modo di gestire l’attività ma anche sulla “business etiquette.” Il corso prende in considerazione i diversi stili gestionali italiani e come questi siano influenzati da vari fattori, tra cui quelli geografici, ma anche l’impatto dell’Unione Europea sulle attività corporative italiane. Le lezioni della professoressa si focalizzano, inoltre, sulle sfide che le aziende straniere devono affrontare in Italia, sui recenti sviluppi del mercato del lavoro italiano e sulle leggi del lavoro.

Gli studenti hanno modo di comprendere come lavorano le aziende italiane e il perché del loro successo attraverso l’analisi di casi studi di marchi e aziende famose, così come grazie all’intervento di alcuni ospiti, i quali porteranno in classe la loro personale esperienza imprenditoriale. Lunedì 30 gennaio, Simone Casciaro, CEO dell’innovativa start up “QOOWEAR: The World’s First Thermal Wear with Artificial Intelligence,” ha presentato la sua attività agli studenti. L’dea rivoluzionaria di QOOWEAR consiste in degli indumenti termici che si servono di intelligenza artificiale per mantenere il corpo al caldo e regolare la temperatura corporea in qualsiasi condizione climatica.

Come spiega la Professoressa, “il corso e tutti gli altri ospiti che saranno presenti in aula rappresentano un’opportunità unica per gli studenti internazionali per conoscere meglio l’Italia, il suo ambiente e la sua cultura imprenditoriale.

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How to… Answer the Question: “What Are Your Weaknesses?”

How to… Answer the Question: “What Are Your Weaknesses?”

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Even though this may be the trickiest and most difficult question to answer, it is also one of the most frequently asked during interviews.

In fact, if you apply for an internship, for a job, for a Master’s program or for a Post-Graduate Course, there is 99% chance that you will have to face this question. Just one thing you should never do: do not say that you cannot come up with any answer. This may make you look like you lack self-awareness or that you are trying to hide your flaws.

Brainstorm about this before you go to an interview and think about two or three weaknesses that you have. This is very important, because the best way to come out of this situation in a positive way, even though you are describing a negative trait of your personality, is to choose the right flaws. So, let us see how to prepare for this question and answer it:

  • Be honest and do not cheat: your interviewer is asking you this because he/she wants to understand something more about your character. Even if you do not respond, or you are vague, this will tell them something, so the best choice is simply to be honest. Do not choose a fake flaw (“I put too much effort in my job,” “I am too attentive to details”); the interviewer will understand your trick and will ask you for another weakness;
  • Choose a weakness that does not conflict too much with the job: we said you have to be honest, but do not tell them a weakness that contradicts the essential requirements they are looking for. If you apply for a position in the human resources, you cannot say that you lack diplomacy, or if you want a job in the Accounting division of the company, avoid admitting that you should work on your attention to detail;
  • Present a solution: everyone has a flaw, what is important is to show that you are aware of it and that you are working on it. If you are working on your weakness concretely, tell them what you are doing; this will show initiative and proactivity. For instance, a very common flaw is the fear of talking in front of big audiences, but you could read a book or attend a course to overcome it.

Have you ever been asked the question: “what are your weaknesses?”

Do you think that your answer had a positive or negative impact on your interviewer?

 

Come… rispondere alla domanda: “quali sono le tue debolezze?”

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Questa è forse la domanda più complicata e che più mette in difficoltà, ma allo stesso tempo è anche quella che viene posta più di frequente durante i colloqui.

Infatti, sia che vi candidiate per uno stage, per un lavoro, per un Master o per un corso di Alta Formazione, c’è il 99% di possibilità che vi troverete a dover affrontare questa situazione scomoda. Quello che non dovete mai fare è dire che non vi viene in mente nessuna risposta. Potrebbe sembrare, infatti, che manchiate di autoconsapevolezza o che stiate cercando di nascondere i vostri difetti.

Fate brainstorming prima di andare ad un colloquio e pensate a due o tre debolezze che vi caratterizzano. Questo è molto importante perché il modo migliore per uscire da questa situazione in maniera positiva, anche se state descrivendo un tratto negativo della vostra personalità, è scegliere i difetti giusti. Cerchiamo allora di capire come ci si può preparare a questa domanda e come rispondere:

  • Siate onesti e non barate: il vostro interlocutore vi sta facendo questa domanda perché vuole capire meglio la vostra personalità. Anche se non rispondete, o siete vaghi, il vostro atteggiamento indicherà qualcosa, quindi la scelta migliore è semplicemente di essere onesti. Non scegliete un finto difetto (“metto troppo impegno in quello che faccio,” “sono troppo attento ai dettagli”); il vostro interlocutore capirà il vostro trucco e vi chiederà un altro difetto;
  • Scegliete un difetto che non sia troppo in contrasto con il lavoro: abbiamo detto che dovete essere sinceri, ma non scegliete un punto debole che contrasti con i requisiti essenziali che si stanno ricercando. Se vi candidate per una posizione nelle risorse umane, non potete dire che siete poco diplomatici, oppure, se volete un lavoro nella divisione Contabilità di un’azienda, evitate di dire che dovreste lavorare sulla vostra attenzione al dettaglio;
  • Presentate una soluzione: tutti hanno dei punti di debolezza, ciò che è importante è dimostrare di essere consapevoli e di lavorarci. Se state lavorando concretamente sulle vostre mancanze, spiegate come lo state facendo; questo dimostrerà che avete iniziativa e che siete proattivi. Ad esempio, un difetto molto comune è la paura di parlare davanti ad un vasto pubblico, ma potete leggere un libro o iscrivervi ad un corso per superarla.

A voi è mai stata posta la domanda: “quali sono le tue debolezze?”

Pensate che la vostra risposta abbia avuto un impatto positivo o negativo sul vostro interlocutore?

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Resume: How to… Decide What to Exclude and What to Include

Resume: How to… Decide What to Exclude and What to Include

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When you send your application, it is very important for you to make a fantastic first impression on your potential employer. For this reason, you may want to include as much information as possible about yourself, your past work experience and education.

However, you should know that what really matters is not the quantity of information you provide, but its quality. In fact, the person who is going to review your application will not spend more than 30 seconds to decide if it is worth going on reading your application, after a first look. For this reason, the information you provide in your CV should be carefully selected and it should never exceed one-single page.

At this point, you may be wondering: “how do I decide what to exclude and what to include?” Here are some suggestions for you to contain the length of three major sections of your resume:

  • Education: just include your most recent If you have already graduated, it is not necessary to include your high school experience. It is better to stress some courses you attended during your University years, which are relevant for the positions you are applying for. Even more important, if you are attending, or have attended, a post-graduate course, give more space to this experience;
  • Work experience: if you covered different work/internship positions, you may choose to include either the most recent or the most relevant ones, depending on the position you are applying for and the field you worked in. If your experiences were all in the same sector, you should exclude the oldest one. If you worked in different environments, you may decide to mention those which are more tightly connected to the new position;
  • Hobbies: you should include them only if they are related to the position or if they empower your profile. For instance, if you are applying for a sports newspaper and you play a sport at a competitive level, you may decide to include this information.

Now you just have to go through your resume once more and try to see how to match it with the requirements asked for your ideal position.

According to our suggestions, do you think your resume is already effective or you will need to make some adjustments?

CV: come… scegliere cosa escludere e cosa includere

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Quando inviate una candidatura, il vostro scopo è di fare un’ottima prima impressione sul vostro potenziale datore di lavoro. Per questo potreste decidere di includere più informazioni possibili, su voi stessi, sul vostro passato professionale e sulla vostra formazione accademica.

Tenete sempre a mente, però, che ciò che conta veramente non è quante informazioni riuscite a dare, ma la loro qualità. Infatti, la persona che visionerà la vostra candidatura non impiegherà più di 30 secondi per decidere se vale la pena continuare a leggere con più attenzione, dopo un primo sguardo veloce. Per questo motivo dovreste selezionare con molta cura le informazioni da includere nel vostro CV, il quale non dovrebbe essere più lungo di una pagina.

A questo punto vi potreste chiedere: “come faccio a decidere cosa escludere e cosa includere?” Ecco alcuni suggerimenti per aiutarvi a limitare la lunghezza di tre sezioni principali del vostro CV:

  • Formazione: includete solo le vostre esperienze più recenti. Se vi siete già laureati, non serve includere informazioni sul liceo. È meglio porre l’accento su qualche corso che avete frequentato all’università e che sia rilevante per la posizione per cui vi candidate. Se state frequentando, o avete frequentato, un corso di alta formazione, date maggior spazio a questa esperienza.;
  • Esperienza lavorativa: se avete ricoperto varie posizioni di lavoro o stage, potreste decidere di includere o le più recenti o le più rilevanti, a seconda della posizione per cui vi candidate e l’area in cui avete lavorato. Se le vostre esperienze sono state tutte nello stesso settore dovreste escludere le più vecchie. Se avete lavorato in diverse aree, potreste scegliere di riferire solo quelle che sono più direttamente collegate alla nuova posizione;
  • Hobby: dovreste includerli solo se sono collegati alla posizione o se rafforzano il vostro profilo. Ad esempio, se vi state candidando per un giornale sportivo e praticate uno sport a livello agonistico, potreste decidere di includere tale informazione.

Adesso dovete solo revisionare ancora una volta il vostro CV e controllare quanto sia in linea con i requisiti richiesti per la vostra posizione ideale.

Basandovi sui nostri suggerimenti, pensate che il vostro CV sia già efficace o che ci sia bisogno di qualche modifica?

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How to… Write a Cover Letter for a Nonprofit Organization

How to… Write a Cover Letter for a Nonprofit Organization

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When applying for an internship, a very relevant role in your application is played by your cover letter. This document lets your personality and soft skills emerge, giving additional value to your resume. But if you think that all cover letters are the same you are wrong. In particular, a different case is writing a cover letter for a nonprofit organization.

First of all, what is a nonprofit? It is an organization that benefits the public, not individuals. Some examples of nonprofits are parishes, political associations, charities, some cultural organizations, museums etc.

Clearly, since the activities promoted by these entities are different from those of for-profit companies, the ideal candidate should have some specific requirements. Your cover letter could be the key to make you look like the perfect fit for the position.  Let us have a look at the main aspects you should care about:

  • Show that you are knowledgeable about their initiatives: a good idea would be to mention some of the activities they do and explain why you are interested in them. Do not spend a whole paragraph about this; you may decide to hint to one of their recent projects to show them you are well informed and really committed to their initiatives;
  • Highlight your previous volunteering experiences: this is something you may choose to do even if you apply for a for-profit company. However, if you are interested in the field of not-for-profit, this kind of activities is more relevant. In fact, they show your dedication to the cause, that you are really committed to a certain issue, and that you have a real interest for this kind of activities;
  • What if you only had past experiences in the for-profit sector? Even if you do not have any previous volunteering experience, or past job with a nonprofit, you can underline some skills that you acquired when working in another field and explain how the not-for-profit organization can benefit from them. Mention some concrete achievements or projects you accomplished that can highlight some of your relevant skills for the position, such as the ability to work in an environment that changes quickly; capability to manage funds or to do fundraising; people skills and open-mindedness. If you possess any of these, do not forget to report them supporting your statements with solid examples. For instance, working for a start-up could be a useful experience to mention.

Do not underestimate anything you did in the past just because it does not seem to be perfectly inherent to the not-for-profit world. Can you think of at least three skills that you now have, thanks to your personal or work experiences, which could attract a nonprofit?

 

Come… scrivere una lettera di presentazione per una no-profit

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Quando vi candidate per uno stage, la lettera di presentazione gioca un ruolo fondamentale perché vi permette di far emergere la vostra personalità e le vostre soft skills, dando valore aggiunto al vostro curriculum. Ma se pensate che tutte le lettere di presentazione siano le stesse vi sbagliate. Un caso particolare poi è quello della lettera di presentazione per un’organizzazione no-profit.

Prima di tutto, cos’è una no-profit? È un’organizzazione da cui trae vantaggio la comunità, non un singolo individuo. Alcuni esempi di no-profit sono le parrocchie, associazioni politiche, organizzazioni benefiche o culturali, musei etc.

Chiaramente, dato che le attività promosse da tali enti sono diverse da quelle delle aziende for-profit, il candidato ideale dovrebbe avere dei requisiti specifici. La vostra lettera di presentazione potrebbe essere la chiave per farvi apparire come il candidato ideale per la posizione offerta. Diamo un’occhiata agli aspetti principali da tenere a mente:

  • Dimostrate di conoscere le loro iniziative: una buona idea sarebbe menzionare delle attività di cui si occupano e spiegare perché vi interessano, senza dedicare a ciò un paragrafo intero. Potreste decidere di fare riferimento ad uno dei loro progetti più recenti per mostrare loro che siete ben informati e realmente dediti alle loro iniziative;
  • Sottolineate le vostre esperienze di volontariato: questo è un qualcosa da fare anche se vi candidate per un’azienda for-profit ed è ancor più rilevante se il vostro interesse è diretto ad una no-profit. Infatti, tali esperienze dimostrano il vostro impegno per una certa causa, che siete veramente dediti a una certa questione e che avete un reale interesse per questo tipo di attività;
  • Cosa fare invece se non avete esperienza nel settore no-profit? Anche se non avete alcuna precedente esperienza nel volontariato, o impiego passato nel no-profit, potete sottolineare delle doti che avete acquisito lavorando in un altro ambito e spiegare come l’organizzazione no-profit potrebbe trarne beneficio. Menzionate dei risultati concreti che avete raggiunto o progetti che avete portato a termine e che vi aiutino a sottolineare alcune capacità fondamentali per la posizione, come l’abilità di lavorare in un ambiente che cambia velocemente; capacità di gestire e raccogliere fondi; doti comunicative ed apertura mentale. Se possedete queste doti, o anche solo alcune di queste, non dimenticate di riportarle, supportando sempre le vostre affermazioni con prove concrete. Ad esempio, potrebbe essere utile citare un’esperienza passata presso una start-up.

Non sottovalutate mai nulla di quello che avete fatto in passato solo perché non sembra essere perfettamente inerente al mondo delle ONLUS. Riuscite a pensare almeno a tre qualità che avete acquisito grazie alle vostre esperienze personali o lavorative che potrebbero attrarre una no-profit?

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