Center for Career Services & Continuing Education

John Cabot University’s Center for Career Services & Continuing Education is your bridge between your academic and professional careers. Whether you want to pursue further study in graduate school or hope to begin a career, we can help you achieve those goals.

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Three Alumni of the Continuing Education Course in Management Enter the Start-Up World

Three Alumni of the Continuing Education Course in Management Enter the Start-Up World

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After the University years, comes a moment when you have to turn your student life into that of a young professional. John Cabot Continuing Education aims at facilitating this passage, introducing students to the job market thanks to a practical approach. This is what happened to Alessandra, Edoardo, and Fabrizio, who, in December 2016, accomplished the Continuing Education Course in International Management of Enterprises at John Cabot University. After this course, under the supervision of Professor Stefano Gazziano, they gave birth to a very innovative project in Italy, named Dimentica.me.

Dimentica.me is a service of web reputation management offered by the startup SAFE WEB Srl, founded on February 10th, 2017 and created by John Cabot University’s Professor Stefano Gazziano, one of the first experts in the internet and Web Reputation.

As explained by three of the start-up founders, “the name Dimentica.me refers to the company’s mission: defending the integrity of those online identities damaged by online libels. Dimentica.me focuses on contrasting online defamation; removing libeling web contents; defending damaged social media reputation; rebuilding and managing web reputation; reversing SEO.”

Before starting their Continuing Education path, Alessandra and Fabrizio got their MSc in Law, and Edoardo got his BA in Industrial Engineering. In their experiencfforleoe with Dimentica.me, they were able to combine the theory they learned during their university studies with the new practical notions of the Continuing Education Course in Management. Thanks to their combined skills, they constitute now a well-rounded team, which, together with the scientific committee, is always ready to address and solve the problems of Dimentica.me’s clients.

Tre alumni del Master “Management delle imprese in ambito internazionale” entrano nel mondo delle startup

episcitelliDopo la laurea, triennale o magistrale, arriva il momento del passaggio dalla vita di studente a quella di giovane professionista. L’Alta formazione John Cabot ha lo scopo di facilitare questo passaggio, arricchendo gli studenti con competenze che li aiuteranno ad entrare nel mondo del lavoro. A testimonianza di ciò, l’esperienza di Alessandra, Edoardo e Fabrizio, tre ragazzi che a dicembre 2016 hanno terminato il loro percorso di studi in Management delle Imprese in Ambito Internazionale presso la John Cabot University e, sotto la supervisione del Prof. Stefano Gazziano, hanno dato vita ad una progetto molto innovativo in Italia: Dimentica.me.

Dimentica.me è un servizio di web reputation management della SAFE WEB Srl, startup nata il 10 febbraio 2017, e frutto di un’idea del Prof. Gazziano, uno dei primi studiosi di internet e di Web Reputation.

Come spiegano i ragazzi, “il nome Dimentica.me nasce proprio dalla missione dell’azienda: difendere l’integrità dell’immagine online di chi è stato leso da attacchi diffamanti sulla rete. L’attività di Dimentica.me si concentra sul contrasto alla diffamazione online; la rimozione di contenuti web diffamanti; la difesa della reputazione lesa sui social network; la Web reputation rebuilding e management; la retrocessione di contenuti dannosi nelle ultime pagine dei motori di ricerca e la garanzia del diritto all’oblio (Reverse SEO).”

Prima degli studi di Alta Formazione, Alessandra e Fabrizio hanno conseguito una laureasgazziano magistrale in Giurisprudenza, mentre Edoardo si è laureato in Ingegneria Gestionale. Nell’esperienza con Dimentica.me hanno saputo coniugare la loro formazione nei relativi percorsi di laurea con i nuovi apprendimenti di Management, costituendo, insieme ad un qualificato comitato scientifico, un team con tutte le skills necessarie per affrontare e risolvere le diverse problematiche presentate dai loro clienti.

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How to… Write a Cover Letter for a Nonprofit Organization

How to… Write a Cover Letter for a Nonprofit Organization

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When applying for an internship, a very relevant role in your application is played by your cover letter. This document lets your personality and soft skills emerge, giving additional value to your resume. But if you think that all cover letters are the same you are wrong. In particular, a different case is writing a cover letter for a nonprofit organization.

First of all, what is a nonprofit? It is an organization that benefits the public, not individuals. Some examples of nonprofits are parishes, political associations, charities, some cultural organizations, museums etc.

Clearly, since the activities promoted by these entities are different from those of for-profit companies, the ideal candidate should have some specific requirements. Your cover letter could be the key to make you look like the perfect fit for the position.  Let us have a look at the main aspects you should care about:

  • Show that you are knowledgeable about their initiatives: a good idea would be to mention some of the activities they do and explain why you are interested in them. Do not spend a whole paragraph about this; you may decide to hint to one of their recent projects to show them you are well informed and really committed to their initiatives;
  • Highlight your previous volunteering experiences: this is something you may choose to do even if you apply for a for-profit company. However, if you are interested in the field of not-for-profit, this kind of activities is more relevant. In fact, they show your dedication to the cause, that you are really committed to a certain issue, and that you have a real interest for this kind of activities;
  • What if you only had past experiences in the for-profit sector? Even if you do not have any previous volunteering experience, or past job with a nonprofit, you can underline some skills that you acquired when working in another field and explain how the not-for-profit organization can benefit from them. Mention some concrete achievements or projects you accomplished that can highlight some of your relevant skills for the position, such as the ability to work in an environment that changes quickly; capability to manage funds or to do fundraising; people skills and open-mindedness. If you possess any of these, do not forget to report them supporting your statements with solid examples. For instance, working for a start-up could be a useful experience to mention.

Do not underestimate anything you did in the past just because it does not seem to be perfectly inherent to the not-for-profit world. Can you think of at least three skills that you now have, thanks to your personal or work experiences, which could attract a nonprofit?

 

Come… scrivere una lettera di presentazione per una no-profit

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Quando vi candidate per uno stage, la lettera di presentazione gioca un ruolo fondamentale perché vi permette di far emergere la vostra personalità e le vostre soft skills, dando valore aggiunto al vostro curriculum. Ma se pensate che tutte le lettere di presentazione siano le stesse vi sbagliate. Un caso particolare poi è quello della lettera di presentazione per un’organizzazione no-profit.

Prima di tutto, cos’è una no-profit? È un’organizzazione da cui trae vantaggio la comunità, non un singolo individuo. Alcuni esempi di no-profit sono le parrocchie, associazioni politiche, organizzazioni benefiche o culturali, musei etc.

Chiaramente, dato che le attività promosse da tali enti sono diverse da quelle delle aziende for-profit, il candidato ideale dovrebbe avere dei requisiti specifici. La vostra lettera di presentazione potrebbe essere la chiave per farvi apparire come il candidato ideale per la posizione offerta. Diamo un’occhiata agli aspetti principali da tenere a mente:

  • Dimostrate di conoscere le loro iniziative: una buona idea sarebbe menzionare delle attività di cui si occupano e spiegare perché vi interessano, senza dedicare a ciò un paragrafo intero. Potreste decidere di fare riferimento ad uno dei loro progetti più recenti per mostrare loro che siete ben informati e realmente dediti alle loro iniziative;
  • Sottolineate le vostre esperienze di volontariato: questo è un qualcosa da fare anche se vi candidate per un’azienda for-profit ed è ancor più rilevante se il vostro interesse è diretto ad una no-profit. Infatti, tali esperienze dimostrano il vostro impegno per una certa causa, che siete veramente dediti a una certa questione e che avete un reale interesse per questo tipo di attività;
  • Cosa fare invece se non avete esperienza nel settore no-profit? Anche se non avete alcuna precedente esperienza nel volontariato, o impiego passato nel no-profit, potete sottolineare delle doti che avete acquisito lavorando in un altro ambito e spiegare come l’organizzazione no-profit potrebbe trarne beneficio. Menzionate dei risultati concreti che avete raggiunto o progetti che avete portato a termine e che vi aiutino a sottolineare alcune capacità fondamentali per la posizione, come l’abilità di lavorare in un ambiente che cambia velocemente; capacità di gestire e raccogliere fondi; doti comunicative ed apertura mentale. Se possedete queste doti, o anche solo alcune di queste, non dimenticate di riportarle, supportando sempre le vostre affermazioni con prove concrete. Ad esempio, potrebbe essere utile citare un’esperienza passata presso una start-up.

Non sottovalutate mai nulla di quello che avete fatto in passato solo perché non sembra essere perfettamente inerente al mondo delle ONLUS. Riuscite a pensare almeno a tre qualità che avete acquisito grazie alle vostre esperienze personali o lavorative che potrebbero attrarre una no-profit?

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Recent Graduates: What Happens Now?

Recent Graduates: What Happens Now?

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During your university studies, while you struggled with midterms, papers, and deadlines, how many times you thought or told your friend: “I can’t wait to be done”? And now, all of a sudden, you are really done, you are a graduate, you celebrate your academic success, but you also realize that you have to plan your future. At this point the question is: what happens now?

This is the right moment to start building your career and paving your path towards your professional ideals.  Many recent graduates have an idea of the field in which they want to pursue their working future, so they decide to start getting some experience in that field, as soon as possible. In fact, a career needs to be built through several experiences that make you acquire different skills, both technical and soft, in a certain sector. At the beginning, you may start with an internship, or with an unpaid position, just to get started and take a first leap into the new work environment. Sometimes it will even happen that you will find yourself doing a job that is not closely connected to your future goals. For instance, as a recent graduate in English Literature, who aims to become a journalist and writer, you could have to teach English grammar to elementary students, as a first job. Or, as a young architect who aims to become a famous interior designer, you will have to start his/her path interning in an architectural firm that designs gardens.

Even though these two occupations could seem to be useless because they do not match these young professional’s final ambitions, this is just the beginning of their path. Any job will have an impact on your career; some of them will help you acquire technical skills for your future occupation, some others will give you essential soft skills. In fact, even though sometimes you could have the feeling that what you are doing is not paying you back immediately, it will pay you back in the future in terms of experience.

In the end, every job will make you a better professional. For this reason, you should never think that you are wasting time if you are not able to find your ideal job since the very beginning of your professional path or if you have to make some deviations along your way. Try to make the most out of every experience, store the useful teachings that you have learned and be ready to use them to be a successful professional in the field you love.

Can you think of any example of some past experiences that you thought will have nothing to do with your career but in the end gave you some essential teachings?

Neolaureati: e adesso che succede?

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Quante volte durante i vostri anni all’università, mentre cercavate di districarvi tra esami, articoli da scrivere, scadenze da rispettare, vi siete detti o avete confessato ad un amico: “non vedo l’ora di finire”? E adesso invece che avete davvero finito, che vi siete ormai laureati, festeggiate il vostro successo accademico e vi rendete conto che dovete pianificare qualcosa per il vostro futuro. A questo punto la domanda è: e adesso cosa succede?

Questo è il momento giusto per iniziare a costruire la vostra carriera e a preparare il vostro cammino verso il raggiungimento dei vostri obiettivi professionali. Molti neolaureati hanno già un’idea dell’ambito in cui vogliono perseguire il loro futuro lavorativo, e così decidono di iniziare ad acquisire esperienza in quell’area il prima possibile. Infatti, una carriera si costruisce attraverso diverse esperienze che consentono di acquisire diverse capacità, sia tecniche che umane, in un dato settore. All’inizio potreste accettare uno stage o una posizione non retribuita, solo per iniziare e fare un primo passo nel  nuovo ambiente di lavoro. A volte vi capiterà persino di ritrovarvi a fare un lavoro che non è strettamente inerente ai vostri obiettivi futuri. Ad esempio, se siete dei neolaureati in letteratura inglese e volete diventare giornalisti e scrittori, potreste ritrovarvi, come primo lavoro, a lavorare come insegnanti di grammatica inglese per gli studenti delle scuole elementari. Oppure, se siete neoarchitetti e mirate a diventare dei famosi interior designer, potreste dover iniziare il vostro percorso come stagisti in uno studio di architettura per la progettazione di giardini.

Anche se queste due occupazioni potrebbero sembrare inutili perché non rispecchiano le vostre ambizioni future, questo è solo l’inizio del vostro percorso. Qualsiasi lavoro avrà un impatto sulla vostra carriera; alcuni vi aiuteranno ad acquisire delle capacità tecniche, altri vi daranno delle soft skills essenziali. Infatti, anche se a volte potreste avere la sensazione che quello che state facendo non vi stia ripagando nell’immediato, in realtà vi ripagherà in futuro in termini di esperienza.

Alla fine, qualsiasi lavoro che farete vi insegnerà qualcosa che vi renderà un professionista migliore. Per questo motivo non dovreste mai pensare che state perdendo tempo se non riuscite subito a trovare il vostro lavoro ideale o se dovete fare qualche deviazione durante il vostro percorso lavorativo. Cercate sempre di trarre il meglio da ogni esperienza, di immagazzinare tutti gli insegnamenti utili e siate pronti a metterli in pratica per diventare dei professionisti di successo nell’ambito che vi appassiona.

Riuscite a pensare a qualche esempio di vostre esperienze passate che credevate non avrebbero mai avuto niente a che fare con la vostra carriera ma che invece alla fine vi hanno dato degli insegnamenti importanti?

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Group Exercises (Part II): Tips and Tricks to Impress

Group Exercises (Part II): Tips and Tricks to Impress

group interview tips 1.jpgIn our previous post, we discussed what group interviews are and outlined the different types of exercises you can be asked to do. As you may easily infer, this kind of assessment is trickier than the one-to-one interview, because, in a group, it can be more difficult for you to make your personality emerge from the crowd. For this reason, we have decided to point out some tips and tricks to impress your examiners in these occasions:

  • Break the ice: keep in mind that the assessment starts in the waiting room. Introduce yourself to the others before starting the assessment. Make an effort to remember their names and have a positive attitude. If you start to bound with the other participants before the assessment starts, it will be easier to interact during the group exercise and they will be more willing to listen to you;
  • Be confident but not overbearing: speak up without being aggressive. Do not be neither too shy nor too dominant. Try to be clear, concise, listen to the others and you will show that you are able to work in a team. If you see someone is too silent, try to draw him/her into the conversation. This will show you value others’ opinion;
  • Address people with their names: doing this during the exercise will show that you are mindful and cooperative. Moreover, people like when others know their name and this will make the others more open to interact with you in a positive way;
  • Check the time and take notes: this will make you take the lead of the situation and will underline that you are willing to take responsibilities. Keep track of the group discussion and, at a certain point, try to summarize the points you have made so far;
  • Be positive and diplomatic: be open to critiques, but, at the same time, be ready to defend your views in a diplomatic, but firm way. If you do not agree with someone’s opinion, do not talk over them and do not be aggressive. If you do not share someone’s views, try to underline first the positive aspects of the person’s argument and then present your counterargument. You should always have a positive attitude and show you are open to cooperate.

Last but not least, be yourself! If you are able to keep calm and follow the points above, we have no doubt you will do great.

Colloqui Collettivi (Parte II): come fare una buona impressione

group-interview-2 Nel nostro precedente post, abbiamo discusso che cosa sono i colloqui collettivi ed abbiamo delineato i diversi tipi di esercizi che vi possono essere sottoposti. Come si può facilmente dedurre, questo tipo di valutazione è più difficile del colloquio individuale perché, in un gruppo, può essere più complicato far emergere la propria personalità. Per questo motivo, abbiamo deciso di presentarvi alcuni suggerimenti per fare buona impressione sugli esaminatori:

  • Rompete il ghiaccio: sappiate che la valutazione inizia nella sala d’attesa. Presentatevi agli altri prima di iniziare la valutazione. Fate uno sforzo per ricordare i loro nomi ed abbiate sempre un atteggiamento positivo. Se iniziate ad interagire con gli altri candidati prima dell’inizio della valutazione, sarà più facile interagire durante l’esercizio di gruppo e questi saranno più disposti ad ascoltarvi;
  • Siate sicuri di voi stessi, ma non prepotenti: parlate senza essere aggressivi. Non siate né troppo timiditroppo preponderanti. Cercate di essere chiari, concisi, ascoltate gli altri e mostrate che siete in grado di lavorare in team. Se che qualcuno rimane in disparte nella conversazione, cercate di includerlo. Questo dimostrerà che date valore all’opinione altrui;
  • Rivolgetevi alle persone con il loro nome: fare ciò dimostra che siete delle persone accorte e cooperative. Inoltre, tenete a mente che alla gente piace essere chiamata per nome, quindi questo renderà gli altri più aperti ad interagire con voi in modo positivo;
  • Guardate l’orario e prendete nota: questo vi aiuterà a prendere il controllo della situazione e mostrerà che siete disposti ad assumervi delle responsabilità. Tenete il filo della discussione, e, ad un certo punto, assicuratevi di riassumere le conclusioni a cui il gruppo è giunto fino a quel momento;
  • Siate positivi e diplomatici: siate aperti alle critiche, ma, allo stesso tempo, siate pronti a difendere la vostra posizione in maniera diplomatica e decisa. Se non siete d’accordo con l’opinione altrui, non interrompete e non siate aggressivi; cercate piuttosto di sottolinearne prima gli aspetti positivi e dopo presentate le vostre idee. In questi casi, dovreste sempre avere un atteggiamento positivo e mostrare che siete aperti a collaborare.

Ultimo punto, ma non meno importante, siate sempre voi stessi! Se siete in grado di mantenere la calma e seguire questi semplici consigli, avrete sicuramente successo.

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The Best Interview to Set Career Goals: the Self-Interview

The Best Interview to Set Career Goals: the Self-Interview

“What do you want to be when you grow up?” We all have been asked this question since we were children. And the answers at that time were as simple and straightforward as these ones:  astronaut, dancer, pilot, chef, Spiderman… Then, by the time we realized that all those careers required a considerable amount of study, dedication and sometimes even superpowers, we stumbled into our first job interviews and were asked, “Where do you see yourself in 10 years?” And that’s where answering “astronaut, dancer, pilot or Spiderman” meant you wouldn’t get the job.

By the time you are ready for your first job interview, you have to have your goals set properly and have a certain level of self-awareness.

At the heart of goal setting for career development, self-understanding is what really makes the difference between childhood dreams and real life ambitions.

goal-setting-and-self-awarness-2On October 14thElia Fregola and Luigi Fidelio held a special class at John Cabot University about goal setting for career development, based on self-understanding, expectations and needs.

As they made clear, there is no one recipe for setting career goals, as they depend on a number of different variables that have different meanings, values, and change from person to person and from time to time. What everyone can certainly do is explore those meanings and values in depth from a personal point of view, to then be able to build a realistic path towards them.

The word “goal” itself for a career path can be too generic. In fact, there are many different types of goals.

Firstly, goals can be classified. We can have two different aspects for each goal, one tangible and the other intangible. Tangible are those parts of the goal that we can practically observe and define: a place to work, money, type of contract or benefit like a car, insurance, computer and so on. Intangible are those parts related to feelings and emotions, satisfaction, freedom, responsibility and so on. Therefore, for instance, “I want to be successful” or “I want to be happy with my job” are intangible aspects; on the other hand, tangible goals are specific and defined, for example “I want to become a Political Science professor”, “I want to work in Italy”.

Secondly, goals can be related to various life aspects: social life/family; career; financial; health; interests. In general, goals relate to your aim, in order to build up a well-organized career path and to make your ideas realizable.

What are the right parameters to take into account in order to define the so-called “S.M.A.R.T. goals?” Druker’s theory of “Management by Objectives”¹ can be of great help in providing a solid framework to check how specific, measurable, achievable, realistic and time-bound (S.M.A.R.T.) our goals are. In fact, if you are able to establish S.M.A.R.T. goals, you will get an inner reward every time you reach one of them.

Two more aspects to take into account are personal needs and expectations. Each of us has different needs, depending on the priorities that we have in life in a certain period. As Abraham Maslow explained with his pyramid of hierarchy of needs², our necessities are diverse, from the most basic ones, which are located at the base of the pyramid (i.e. food, water, rest, safety etc.), to self-fulfillment needs, on top of the pyramid. It is important to establish the relevance of each layer and, according to that, understand which kind of career would be ideal. Just like every individual has different needs, they also have diverse expectations.

During a job interview is the perfect moment to understand if your expectations of the job will match up with reality and your personal goals.

This awareness process will certainly push you further and will allow you to grow professionally, and you will feel more motivated if you see your efforts leading to outcomes.

You will have the chance to talk about goal setting for your career development with Elia Fregola and Luigi Fidelio in a new special class next semester. Have you already set your future objectives? If not, this is the right time to start interviewing yourself on those points. Even Spiderman, at least once in his life, did it!

¹Drucker, P., “The Practice of Management”, Harper, New York, 1954; Heinemann, London, 1955; revised edn, Butterworth-Heinemann, 2007.
²Abraham Maslow, Motivation and Personality, 1954.

Il miglior colloquio per definire gli obiettivi di carriera: l’auto-colloquio

“Che cosa vuoi fare da grande?”. Fin dall’infanzia, questa domanda è sempre stata centrale. E le risposte di allora sono state sempre così semplici e dirette come: astronauta, ballerina, pilota, chef, Spiderman… Poi, proprio quando abbiamo realizzato che tutte queste professioni richiedono una considerevole porzione di studio, impegno e spesso addirittura superpoteri, ci siamo imbattuti nel nostro primo colloquio di lavoro e ci è stato chiesto: “Dove si vede tra dieci anni?”. E in questo caso rispondere “astronauta, ballerina, pilota o Spiderman” non ci avrebbe di certo aiutato a ottenere la posizione di lavoro.

Per essere pronti e arrivare preparati al primo colloquio di lavoro è necessario avere i propri obiettivi definiti in maniera chiara e sviluppare un certo grado auto-consapevolezza.

La definizione degli obiettivi personali per lo sviluppo professionale è centrata sull’auto-coscienza, la capacità da sviluppare e che fa veramente la differenza tra i sogni dell’infanzia e le ambizioni della vita reale.

goal-setting-and-self-awarness-1Il 14 ottobre, Elia Fregola e Luigi Fidelio hanno sostenuto una lezione speciale alla John Cabot University su come stabilire gli obiettivi, in base alla vostra autoconsapevolezza, per il vostro sviluppo professionale.

Come ci hanno ben illustrato, non esiste una ricetta sicura per definire i propri obiettivi di carriera, poiché essi dipendono da una serie di variabili differenti che hanno significati e rilevanza differenti a seconda della persona e del momento. Ciò che è emerso chiaramente in questa occasione è che il primo passo per organizzare un piano efficace per costruire la vostra carriera è avere chiari in mente i vostri obiettivi.

La parola “obiettivi,” però, può essere troppo generica. Infatti, questi possono essere di vario tipo. Per prima cosa, possono essere sia tangibili che intangibili. Intangibile significa che mancano di concretezza, che avete un’idea generica ma non sapete bene come raggiungerli o in cosa consistano specificamente. Ad esempio, “Voglio avere successo” oppure “Voglio essere felice del mio lavoro” sono obiettivi intangibili. Al contrario, quelli tangibili sono specifici e definiti, come “Voglio diventare un professore di Scienze Politiche” o “Voglio lavorare in Italia.” Inoltre, le nostre aspirazioni possono riguardare vari aspetti della vita: famiglia/vita sociale; carriera; situazione finanziaria; salute; interessi. In generale, il vostro fine dovrebbe essere rendere tangibili tutti i vostri obiettivi intangibili, così da creare un piano ben organizzato per la vostra carriera e per far sì che le vostre idea divengano realizzabili.

Ma quali sono i parametri da tenere in conto per stabilire i cosiddetti “S.M.A.R.T. goals?”

La teoria del “Management by Objectives” di Druker¹ può essere di grande aiuto per stabilire un quadro di riferimento di quanto specifici, misurabili, realistici, realizzabili e contingenti siano i nostri obiettivi. Infatti riuscire a stabilire degli obiettivi S.M.A.R.T. comporterà una forte gratificazione interiore ogni volta che ne viene raggiunto uno.

Due aspetti fondamentali che dovreste definire innanzitutto sono i vostri bisogni e le vostre aspettative. Ognuno ha bisogni differenti, a seconda delle priorità che si hanno nella vita in un dato periodo. Come ha spiegato Abraham Maslow con la sua piramide della gerarchia di bisogni, le nostre necessità sono variegate, dalle più basilari, che si trovano alla base della piramide (cibo, acqua, riposo, sicurezza ecc.), fino al bisogno di auto-affermazione, in cima alla piramide. L’obiettivo è raggiungere questo livello finale, ma ciò non esclude tutti gli altri bisogni dei livelli precedenti. È importante stabilire la rilevanza di ogni strato e, in base a questo, capire che tipo di carriere sarebbe ideale. Proprio come ogni individuo ha necessità diverse ogni persona ha anche aspettative differenti.

Il colloquio di lavoro è il momento ideale per comprendere se le proprie aspettative sulla posizione di lavoro combaciano con la realtà e con i propri obiettivi personali.

Questo processo di consapevolezza vi spingerà certamente avanti e vi permetterà di crescere professionalmente, sentendovi più motivati nel vedere i propri sforzi premiati.

Avrete la possibilità di parlare della definizione di obiettivi per il vostro sviluppo professionale con Elia Fregoa e Luigi Fidelio durante una lezione speciale anche il prossimo semestre. Avete già stabilito i vostri obiettivi futuri? Se non l’avete fatto, questo è il momento giusto per iniziare a auto-colloquiarsi su questi punti. Addirittura Spiderman, almeno una volta nella sua vita, l’ha fatto!

¹Drucker, P., “The Practice of Management”, Harper, New York, 1954; Heinemann, London, 1955; revised edn, Butterworth-Heinemann, 2007.
²Abraham Maslow, Motivation and Personality, 1954.

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